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Questa volta una cara amica ci ha portato dalle sue zie, in uno dei paesi del versante nord. Abitano qui e, come tanti da queste parti, hanno ancora
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alcuni animali e pruducono per loro stesse diversi alimenti. Chissą che grande soddisfazione deve essere mangiare del cibo fatto con le proprie mani. Abbiamo la fortuna di poter assistere alla preparazione e di fare anche diversi assaggi. E' per noi una bella occasione per imparare. Una volta doveva essere normale prepararsi buona parte del |
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cibo, mentre oggi,
soprattutto chi come noi vive in cittą
lo ignora completamente. Mentre forti donne sono le vere protagoniste della
lavora
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zione, ecco qui a fianco le protagoniste della materia prima. Il grande paiolo
di rame viene tenuto sulla legna ardente nel camino e riempito di latte fresco. L' aggiunta del caglio dą inizio alla trasformazione, si mescola di continuo con un ramo finchč pian piano raggruma. Un' altra parte del latte viene messa invece in una centrifuga
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per preparare il burro. Le "pallotte" grasse che ne escono vengono pressa
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te e messe in forme rettangolari di legno dalle quali ne usciranno dei
favolosi panetti. Dal paiolo invece viene estratta la parte raggrumata e posta su un pianale per esser lavorata a mano, pressata, formata e messa
fra listelli di legno legati che tengono compatta la massa e donano la classica forma pron
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ta per esser posta a stagionare. Dopo alcuni mesi cambieranno colore e
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consistenza e saranno pronte all' assaggio. Nella cantina troviamo forme, colori e profumi buonissimi. Non potrebbe essere altrimenti in questi bellissimi luoghi, vallate e monti a perdita d' occhio, pochi prati gią scoperti, č aprile ma ancora la neve la fa da padrona, l' aria č leggera, intorno svettano cime oltre i 3000 mt... un panorama mozzafiato.
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